Vestire alla moda val ben un malore

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Tacchi vertiginosi, jeans troppo aderenti, reggiseni che comprimono, tessuti impossibili e ombelichi all’aria anche d’inverno. Si tratta di veri e propri attentati alla salute delle donne che fanno qualsiasi cosa per apparire più attraenti anche a costo di problemi di circolazione, irritazioni, escoriazioni, dermatiti, infezioni e dolori vari.

L’allarme emerge da una ricerca del mensile Salute Naturale (Edizioni Riza) che ha studiato il rapporto fra abiti, accessori e malessere fisico di 986 donne italiane di età  compresa fra i 20 e i 55 anni. Il risultato è che 8 donne su 10 soffrono e talvolta si ammalano per colpa degli abiti o degli accessori che portano.

Non importa se l’ombelico scoperto in inverno provoca indigestioni, se i tacchi alti danno problemi di circolazione e insopportabili dolori ai piedi, se il reggiseno che alza e comprime e i pantaloni di una taglia più piccoli finiscono per togliere il fiato. L’importante è sembrare più snelle, più formose, più alte, più giovani. E più sane? L’elemento non è fondamentale, non importa se ci si ammala per il look, almeno questo sembra il pensiero dell’82% delle donne alle quali è capitato di accusare malesseri e disagi per colpa dell’abbigliamento o degli accessori.

Si va dai problemi di circolazione (62%) alla sudorazione eccessiva (59%), dalle dermatiti (43%) ai calli ed escoriazioni ai piedi (39%). Per non parlare delle reazioni allergiche dovute soprattutto al contatto con fibbie, ferretti e con la pelle (31%). Ci sono poi i gonfiori alle gambe (21%) e i mal di schiena (18%). Le cause principali? Abiti dalle taglie troppo piccole (28%), scarpe irrimediabilmente scomode (26%), tessuti sintetici o non traspiranti (15%), biancheria intima fastidiosa (12%) o borse pesanti (8%).

La lista degli indumenti e degli accessori killer è presto fatta: reggiseni col ferretto (72%), scarpe col tacco alto (65%), jeans troppo aderenti (61%), perizomi (58%), magliette che lasciano scoperto l’ombelico anche d’inverno (52%), orecchini di bigiotteria (32%) e collant troppo costrittivi (28%).

“Scarpe strette e con il tacco alto, oltre a causare vesciche, comportano la continua contrazione del polpaccio, compromettendo la circolazione, spiegano gli esperti di Salute Naturale, e tutte le donne sanno quanto sia importante per la cellulite. Senza considerare che questo tipo di calzature è una delle principali concause per l’alluce valgo, di cui ormai soffre una donna su tre”. Ci sono occasioni in cui le donne italiane scelgono di soffrire lo stesso pur di far colpo o quanto meno di non sfigurare. Ovviamente nelle serate eleganti o agli appuntamenti galanti (31%), ma anche quando fanno sport (25%), negli appuntamenti formali al lavoro (19%) o durante i viaggi (13%).

Tutto questo accade nonostante molte donne (56%) affermino di guardare con attenzione le etichette dei capi che acquistano. Resta il fatto che la ricerca di abiti e/o accessori che salvaguardano in primo luogo il benessere fisico è una priorità  appena di una donna su quattro (24%). Per il futuro? Il 34% sogna abiti dimagranti, il 26% tessuti massaggianti e il14% vestiti antisudore. Nell’attesa non resta che continuare a soffrire per ben apparire, ovviamente cercano di essere sempre sexy e all’ultima moda.

fonte: tiscali.it